gen 16 2010

Jan Palach, quarantun’anni dopo

Pubblicato in News

16 gennaio 1969, Praga, Piazza San Venceslao: Jan Palach fa olocausto del suo corpo per gridare al mondo la tragedia dell’invasione sovietica con la quale il regime comunista soffoca la primavera di Praga. Muore tre giorni dopo aver fatto del suo corpo una torcia con la quale tentare di rischiarare le cattive coscienze d’Europa piombate, di nuovo, nel buio dell’oblio.

Oggi lo voglio ricordare con un frammento di un concerto dei Nomadi che si tenne ad Olbia il 12 aprile del 2008, trovato su You Tube . Sia la musica che il testo della canzone che viene eseguita dai Nomadi, “Primavera di Praga“, sono di Francesco Guccini. Un modo per ricordare a tutti che la poesia, la libertà, i sentimenti condivisi fanno parte di un patrimonio comune italiano ed europeo, che va oltre gli schieramenti, oltre la destra e la sinistra, oltre gli egoismi sociali che oggi sembrano riaffiorare più pericolosi che mai.

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