ott
31
2009

Il Secolo d’Italia – 31 ottobre 2009
Gianfranco Fini, intervistato nel 2004 da Bruno Vespa per il libro Storia d’Italia da Mussolini a Berlusconi, l’ha dovuto confessare confrontando la lucidità politica niccolaiana con l’immobilismo e il nostalgismo in cui si era rinchiusa la destra italiana fino agli anni Ottanta: «Allora non esisteva logica al di fuori di quella. C’era però tra noi qualche eretico come Beppe Niccolai che immaginava di aprirsi al dialogo e sanare da destra l’equivalente di quella che era stata la scissione a sinistra del 1914 tra l’anima nazionalista e riformista del socialismo e quella massimalista. Ma con lui erano in pochi. Noi in genere ci consolavamo dicendo: siamo un mondo chiuso, siamo i soli a poter camminare a testa alta in un mondo corrotto, il corpo elettorale ci darà ragione. Per la svolta era presto…». Continue Reading »
ott
27
2009

Giulio Buffo volontario in Kossovo
Non ho pubblicato nulla sulla vicenda personale di Marrazzo, probabilmente perché, oltre a non interessarmi delle vicende sessuali degli altri, mi ha colpito il dramma delle figlie, specialmente di quella più piccola, la cui vita probabilmente sarà stravolta e accompagnata da sorrisetti e commenti (sempre dietro le spalle).
Non ho pubblicato nulla perché, nonostante il disinteresse per i gusti sessuali degli altri, da assessore ai servizi sociali ho seguito progetti su tutti i tipi di prostituzione e ho l’idea precisa del giro di affari, QUINDI DI CLIENTI, che muove. Non invoco il “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, ma detesto il finto moralismo. Continue Reading »
ott
27
2009
Gianfranco Fini
Domenica scorsa il Secolo d’Italia ha costruito la sua edizione intorno a un’analisi di Alessandro Campi e a un’intervista a Sergio Pizzolante tese ad individuare la “nuova” definizione da dare alla destra italiana che da tempo pare sia alla ricerca di una nuova identità. Le ipoetesi di lavoro sono fioccate tra neologismi, schematismi ed esotismi: “destra british”, “destra liberal”, “destra libertaria”, “destra finiana”, “destra europea”, “destra post-aennina”, una ridda di ipotesi che non risolve il vero nodo, ovvero se abbia ancora senso, oggi, parlare di “destra” (o di sinistra, la cosa non cambia). Continue Reading »
ott
05
2009
Il nuovo programma su Radio Rai1, di Francesca Barra, con la regia di Roberta Di Casimirro.
In onda dal 5 ottobre, La bellezza contro le mafie ci parlerà di luoghi divelti ed ormai saccheggiati e legati a casi di cronaca drammatici. Ma ci parlerà anche di resistenza, di coraggio e, dunque, di bellezza con il supporto di testimonianze di persone che hanno detto “NO” alla criminalità organizzata.
Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.
(Peppino Impastato)

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