ago 06 2008

Meloni: una pantera nera fuori tempo massimo

Pubblicato in News

Tutte le mattine mi sveglio alle sette e trenta, la radiosveglia è sintonizzata su Radio Radicale ed il buon giorno, solitamente, me lo porge Massimo Bordin e la sua insostituibile rassegna stampa. Anche oggi incomincio sbadigliando la mia giornata mentre le note di Mozart anticipano di poco la voce del Direttore che si appresta a dare il via a “Stampa e Regime”. Mentre tento di “riprendermi” sento ronzare nelle mie orecchie una serie di parole ancora poco comprensibili: Olimpiadi, La Stampa, Gasparri, Mecacci, Il Corriere della Sera, Frattini, Meloni; che diamine sarà successo ieri mentre ero chiuso nel mio studio per terminare le ultime consegne prima della pausa estiva? In soldoni era successo che la Politica con la “P” avesse preso un ennesimo schiaffo in piena faccia, un ceffone grezzo tirato, oltretutto, fuori tempo massimo e fuori dalle regole. La “politica” quando non sa come uscire dal pantano della mediocrità inizia regolarmente a ragliare e scalciare come un asino legato, imbizzarrito alla vista di un incendio che sta per divampare. La polemica, ormai a quest’ora arcinota alla maggioranza degli italiani, viene innescata da Gasparri – capogruppo del Pdl al Senato – che rivolgendosi al Presidente del Coni Gianni Petrucci affermava come lo sport non potesse rimanere neutrale di fronte alla violazione dei principi della libertà e della democrazia, sentendosi rispondere di rimando da Pechino che il Coni non aveva imbavagliato gli atleti e che si preoccupava unicamente di rispettare le direttive del Comitato Internazionale Olimpico. Poteva chiudersi qui, una figuraccia poco edificante ma tutto sommato politicamente controllabile. Invece no, anche il Ministro Giorgia Meloni pensa bene di partecipare all’inutile battibecco tutto interno alla maggioranza – nel frattempo avevano fatto sentire la propria voce, tra gli altri, anche il Presidente Berlusconi, il Ministro Frattini e l’on. Della Vedova – con una dichiarazione nella quale invitava tifosi ed atleti a manifestare motu proprio a Pechino il proprio dissenso con iniziative simboliche, “chiarendo” il proprio concetto in una intervista resa alla giornalista Giovanna Reanda scaricabile dal sito di Radio Radicale a scanso di querele: “Poiché il timore più grande che noi dobbiamo avere è che si cali il sipario su queste olimpiadi senza che sia stato adeguatamente posto il problema dei diritti umani e civili, la cui accelerazione era forse il principale motivo per celebrare le olimpiadi a Pechino cioè dare in cambio, diciamo, di una attenzione della comunità internazionale nei confronti della Cina sperare che in qualche maniera la Cina procedesse con la stessa velocità con la quale procede sul piano economico anche, insomma, ad affermare determinati diritti ad affrontare la questione tibetana e quant’altro. Il timore che si spengano i riflettori senza che questo sia accaduto adeguatamente è un timore che tutti quanti dobbiamo avere per questo quello che continuo a dire è che penso che ciascuno di noi in Patria e ciascuno di noi che dovesse trovarsi a Pechino, i tifosi, gli sportivi possa fare un qualunque gesto, un qualunque gesto, dall’indossare un qualcosa di simbolico a dire, a ricordare quali sono i valori che sono alla base delle olimpiadi magari quando viene intervistato, qualunque strumento si voglia scegliere liberamente – quindi al di là del tema proprio del boicottaggio, del non partecipare alla cerimonia inaugurale, che è uno degli strumenti in campo ma ce ne sono mille altri – ecco, questo penso che sarebbe un buon modo per ricordare che ciascuno di noi lì rappresenta l’Italia e che l’Italia è una nazione che ha determinati valori di riferimento che noi affermiamo ovunque ci troviamo“. Senza sottolineare più di tanto l’imbarazzante somiglianza lessicale del Ministro con Giovanni Trappattoni, vorrei che l’on. Meloni mi spiegasse perché lo sport dovrebbe sostituirsi all’inerzia di una classe politica incapace fino ad oggi di affrontare compiutamente gli argomenti dei diritti civili e della libertà in Cina ed in Tibet. Perchè il Ministro, di cui conosco personalmente le qualità e la vis polemica, ha taciuto quando il suo collega di Governo Frattini alcune settimane fa ci spiegava di non voler incontrare il Dalai Lama per non urtare la sensibilità degli amici cinesi; perché non ha incontrato lei, ufficialmente ed in qualità di ministro, il Dalai Lama in Italia; perché non ha posto con forza il problema della partecipazione della delegazione italiana alla cerimonia inaugurale delle olimpiadi, momento unicamente politico ed economico che nulla ha a che vedere con lo sport, in Consiglio dei Ministri e non attraverso gli organi di stampa; inoltre mi chiedo se l’on. Meloni sappia che la Commissione Esteri della Camera dei Deputati di cui fa parte – a proposito, ma come la mettiamo con questo doppio incarico che paghiamo tutti noi? Finiti i bei tempi in cui l’on. Rampelli appena eletto alla Camera dava le dimissioni dalla Regione Lazio cercando in tutti i modi anche di restituire i doppi compensi fin li percepiti! – ha votato all’unanimità un atto di indirizzo specifico che impegnava il Governo a non partecipare con i propri vertici politici alla cerimonia di apertura delle olimpiadi, che ribadisco essere l’evento politico per eccellenza delle olimpiadi. Perché non ha consigliato a Gasparri di proporre un atto analogo al Senato invece di svegliarsi alla vigilia delle Olimpiadi chiedendo ai nostri atleti qualcosa che invece avrebbe dovuto fare il Governo.

Dal basso della mia attuale posizione mi permetto di consigliare a tutti i miei amici un’unica azione di protesta: tenere spento il televisore durante le cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi e a non comprare giornali sportivi per tutta la durata della manifestazione, in barba a sponsor con le mani lorde di sangue e grandi della terra ignavi e codardi. Quanto alle manifestazioni spontanee a Pechino, perdonami Giorgia, una domanda seria: ma perché non vai tu a piazza Tien an men con una bella bandiera tibetana in mano a farti arrestare invece di sperare che a farlo al posto tuo sia qualche sciocco esibizionista per poi rivendertela con qualche manifestazione di solidarietà nella sicura Italia?

Giuseppe Pezzotti

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One response so far

One Response to “Meloni: una pantera nera fuori tempo massimo”

  1. Raffaeleon 07 ago 2008 at 21:25

    Carissimo,
    la prima dichiarazione di Giorgia Meloni che ho trovato sul web relativa alle Olimpiadi cinesi risale niente popò di meno che al 30 agosto 2007.
    A questo indirizzo http://giorgiameloni.garbatella.it/page/2/?s=olimpiadi trovi tutti i comunicati stampa e gli articoli del sito di Giorgia che contengono la parola “Olimpiadi”, se cerchi parole come “Tibet” e “Diritti umani” certamente ne troverai tante altre.

    Sinceramente proprio non ho capito il perché di questo tuo attacco a Giorgia, se oggi su tutti i giornali si parla del problema dei diritti umani negati nella Cina delle Olimpiadi il merito è suo.

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