apr 08 2008
Urlo, aprile 2008 – PIAZZA DEI NAVIGATORI: MA LE OPERE PUBBLICHE?
Da due anni, procedono i lavori di piazza dei Navigatori, ma le opere a scomputo? L’asilo, il bocciofilo e i sottopassi?
La riqualificazione di piazza dei Navigatori ormai è storia.
Uno spazio di 150 mila metri cubi, per ospitare un grande palazzo sede di uffici, un piccolo centro commerciale e poi le tanto attese opere a scomputo.
Le costruzioni previste nell’Accordo di Programma sono: un sovrappasso pedonale tra via Leon Pancaldo e via delle Sette Chiese; due sottopassi carrabili; un centro bocciofilo; un asilo nido e 1400 posti auto. Ma le opere pubbliche si fanno attendere, mentre cresce il dissenso dei cittadini del Municipio Roma XI.
Andrea Catarci, Presidente del Municipio, in accordo con il malumore dei cittadini, e promotore dei processi partecipativi, dichiara che: “fin quando le opere pubbliche non saranno terminate, gli edifici dei privati devono rimanere chiusi, dovranno essere agibili solo a lavori conclusi. Ho espresso da più di un anno la volontà di incontrare Morassut”, l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, “per discutere dei lavori in corso e avere chiarimenti, riguardo la logistica, i tempi reali per la costruzione del processo di riqualificazione. Per chiarire di chi sia la responsabilità, se del Dipartimento o dei privati incaricati, ho invitato l’Assessore Morassut più volte a incontri con i cittadini, per impegnarsi a discutere del problema, ma senza riscontro.”
Anche Giuseppe Pezzotti, Vicepresidente Vicario del Consiglio del Municipio Roma XI, descrive negativamente la situazione: “Il problema che si ripropone oggi per i progetti di Piazza dei Navigatori e della ex Fiera di Roma – sulla quale il presidente Catarci, dopo aver cercato di ammannire la favoletta della “città dei bambini”, è stato costretto ad una precipitosa retromarcia – è purtroppo analogo a quelli che incontriamo per tutte le grandi opere previste sul nostro territorio per le quali sia il Consiglio che le commissioni competenti subiscono di fatto una umiliante estromissione dalle fasi decisionali e di controllo. È comunque la situazione urbanistica generale di Roma ad essere andata in crisi, soprattutto a causa dell’utilizzo sfrenato negli anni scorsi di uno strumento lecito nella sua eccezionalità, parlo dell’Accordo di programma, al quale si sono fatte assumere connotazioni eversive nel quadro della pianificazione della nostra città.”
E “purtroppo le grandi opere in via d’esecuzione sul nostro territorio, di cui per inciso non è dato sapere né gli esatti tempi di realizzazione né le date di conclusione, rischiano di catalizzare l’attenzione facendo perdere di vista le opere di urbanizzazione destinate ad ampliare la scarsa offerta di servizi di prima necessità del Municipio XI”.
Maria Crescenzi
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