feb 08 2008
Mai più Yahoo!

La divisione asiatica di Yahoo! è accusata da Reporters Sans Frontieres di avere collaborato attivamente alla caccia al cyberdissidente lanciata dalle autorità della Repubblica Popolare Cinese, ottenenedo probabilmente in cambio delle agevolazioni per facilitare l’avvio e il consolidamento delle proprie attività economiche nel Paese.
In particolare, la Yahoo! Holdings Ltd – società tra l’altro parzialmente controllata dal governo cinese – avrebbe fornito dati personali riguardo il giornalista Shi Tao, collaboratore di un noto quotidiano finanziario locale. Grazie a queste informazioni (indirizzo IP, contenuti di mail private, ecc.) Shi Tao sarebbe stato arrestato e successivamente condannato a 10 anni di prigionia per aver divulgato via Internet alcune “direttive segrete” emanate dall’esecutivo di Pechino per intimidire la stampa e limitare la libertà di espressione.
La sospetta condiscendenza di Yahoo Asia verso le autorità cinesi è già da anni oggetto di denuncia da parte di associazioni per i diritti umani e proprio sulla vicenda di Shi Tao i vertici della società avevano risposto nel 2006 ad un’interrogazione da parte del Congresso USA giurando di non aver mai supportato la politica di censura telematica del Governo cinese. In seguito, però, questa falsa testimonianza fu smascherata e la filiale cinese di Yahoo fu costretta a porgere le proprie scuse.
Accuse di eccessiva accondiscendenza (o almeno scarsa opposizione) verso la politica limitativa della libertà di espressione del governo cinese sono state rivolte anche ad altre grandi multinazionali del settore informatico, come Google e Microsoft.
http://www.politicaduepuntozero.it/?p=169
7 Novembre 2007
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