gen 21 2008
Urlo, gennaio 2008 – GRANDI FIRME DELL’ARCHITETTURA PER LA “CITTÀ DEI BAMBINI”
Procedono i lavori per la riqualificazione della ex Fiera di Roma
Il centrodestra manifesta preoccupazione.
A seguito della “fase di manifestazione di interesse”, conclusasi il 7 dicembre, sono stati resi pubblici i nomi degli architetti che gareggeranno per il progetto della Città dei Bambini: grandi nomi di livello internazionale come Frank Gehry, padre del Guggenheim museum di Bilbao, Massimiliano Fuksas, Jean Nouvel e il gruppo ABDR. Nomi che, secondo il presidente dell’XI Municipio, Andrea Catarci, sono sinonimo di qualità. Ma Catarci ribadisce anche l’importanza del processo partecipativo: “Resta prevista comunque una fase di progettazione partecipata; è suggestivo per il territorio confrontarsi con tali architetti, ma esiste un rischio alto, al quale dobbiamo assolutamente ovviare, cioè quello che le istanze dei cittadini possano venire oscurate”. Questione che è stata sollevata anche dall’opposizione: Giuseppe Pezzotti, Vicepresidente vicario della Commissione urbanistica del Municipio XI, riferendosi ai passati workshop, dichiara che “il processo di partecipazione alle trasformazioni urbanistiche non l’ha inventato Catarci, ma è già previsto nelle norme tecniche di attuazione del PRG; applicandolo si garantirebbe l’accesso alle informazioni da parte dei cittadini che vogliono sapere cosa sta succedendo. C’è stata poca chiarezza sul motivo degli incontri. I “manifestini” che pubblicizzavano i workshop sono stati distribuiti nel quartiere solo il giorno prima ponendo l’accento in maniera demagogica sulla prevista realizzazione della Città dei Bambini senza dare il giusto peso alle trasformazioni urbanistiche in atto. Le linee reali di sviluppo ed il rischio di speculazioni sono state taciute”. E aggiunge: “Io sono sempre stato scettico sui processi partecipativi del Presidente Catarci. Non sono stati realmente posti in essere meccanismi di informazione adeguati mentre il Municipio, dopo averli tanto sbandierati, ha l’obbligo morale di metterli in pratica, casomai a partire proprio dalle Commissioni e dal Consiglio del Municipio, troppo spesso saltati a piè pari nell’atto di prendere decisioni fondamentali per il territorio.” I cittadini si sono mobilitati, creando un comitato spontaneo, dal nome “RomaFIERAmente”, la cui mission è consultabile sul sito “www.comitatofieraroma.it.” Il gruppo si presenta così: “Siamo un Comitato spontaneo promosso da cittadini della zona della ex Fiera di Roma che non sono d’accordo con il progetto di costruzione previsto dal bando di gara e intendono organizzarsi per: informare tutti i cittadini del progetto di costruzione sull’area dell’ex Fiera di Roma; manifestare e far valere i propri diritti, quali residenti nell’area; pretendere che vengano rispettate le leggi e i regolamenti esistenti; vigilare perchè tutti gli atti vengano effettuati nel rispetto della legalità; fare proposte migliorative per salvaguardare la salute, la qualità della vita dei residenti e la vivibilità del quartiere; chiedere il sostegno più ampio possibile a cittadini, singole personalità, associazioni e comitati di quartiere”.
E il problema avanzato, viene così da loro esposto: “Per l’area della ex Fiera di Roma sulla via Cristoforo Colombo è prevista, nel Bando di gara, la realizzazione di costruzioni per circa
Il Presidente Andrea Catarci, risponde così ai quesiti esposti: “La prima istanza presentata dai cittadini riguarda il problema delle cubature: si ritiene da parte dei cittadini che 288 mila metri cubi siano troppi, e che ci sia un eccesso normativo, e tali responsabilità hanno richiesto la valutazione degli atti, e se in questi atti non esiste nessun “vizio”, tutto verrà azzerato e siamo pronti per ricominciare verso una nuova strada”.
Poi il Presidente prosegue trattando le questioni traffico e mobilità in generale, sollevate dai cittadini: “il servizio pubblico garantirà le prestazioni necessarie al complesso. Si creeranno dei percorsi protetti per i mezzi pubblici, per i tragitti verso il centro della città e verso le fermate della metropolitana. La zona dell’ex fiera di Roma, perché progettata per i bambini, garantirà per questi un collegamento pubblico protetto. Inoltre, 73 mila metri cubi ospiteranno abitazioni, e questo spazio a livello urbanistico dovrà essere integrato e tessuto nel territorio con i quartiere circostanti. Sarà uno spazio composto da case, piccoli punti commerciali, piccoli uffici e 10 mila metri cubi dedicati solo alla Città dei Bambini, con asili, ludoteche e una scuola materna. Sono previsti passaggi pedonali, piste ciclabili e probabilmente un ponte che la collegherà con il parco Rosa Raimondi Garibaldi. È ovvio che dovranno essere prese delle precauzioni per il problema della mobilità, garantendo il minor impatto urbanistico. Anche perché l’affluenza sarà alta, dato che sarà il centro più grande d’Europa dedicato ai bambini, con una capienza di circa 1300 persone. La zona deve essere aiutata, e se necessario si ridurrà il profitto dell’Ente Fiera, assicurando la vivibilità del luogo.”
Il Presidente Catarci ribadisce, infine, l’importanza della qualità del progetto: “il tutto deve avere un’impronta pedagogica, deve esserci istruzione per i consumi energetici, la cura per l’ambiente, un progetto a cui noi crediamo molto. Il centro produrrà energia “pulita” con pannelli fotovoltaici e tutti i materiali utilizzati nella costruzione saranno eco-compatibili. Inoltre riteniamo che sia giusto, in una città come Roma, con un’alta emergenza abitativa, che una quota di abitazioni, almeno il 10%, puntando ad alzare questa percentuale, sarà ceduta a canone sociale”.
Maria Crescenzi
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