apr 26 2007

Urlo, aprile 2007 – L’epopea di Via Giustiniano Imperatore

Pubblicato in News

Cosa succede intorno al cantiere nel quartiere San Paolo? Il Municipio XI risponde.

Fervono i lavori in via Giustiniano Imperatore, e non solo quelli. Negli ultimi mesi gli abitanti dei condomini adiacenti al cantiere in via Villa di Lucina ed in via Costantino si sono riuniti, hanno scritto lettere alle istituzioni, hanno attaccato cartelli di protesta fuori dalle loro abitazioni per cercare di far sentire la propria voce, decisamente contraria alla costruzione dei nuovi edifici previsti dal progetto di riqualificazione urbana che interessa l’area. Una situazione piuttosto delicata , sulla quale è fondamentale far luce, per capire se esiste un vero rischio per gli abitanti della zona e per iniziare ad intravedere quelle che saranno le prospettive future per l’intero quartiere. Ci siamo rivolti a chi può chiarirci un po’ le idee sulla questione: l’Assessore all’urbanistica Alberto Attanasio e l’ex Presidente della Commissione Urbanistica Giuseppe Pezzotti, del Municipio XI. Ma prima un po’ di storia. Siamo negli anni ’50, nel pieno boom edilizio vengono edificati la maggior parte dei palazzi nell’area tra viale Cristoforo Colombo e la basilica di San Paolo. I terreni della zona però hanno una particolare caratteristica: sotto via Giustiniano Imperatore passava il Fosso di Grotta Perfetta, che era stato incalanato e bonificato poco prima dell’inizio dei lavori di costruzione. Di conseguenza alcune aree richiedevano particolari e più accurate condizioni per l’edificazione dei palazzi, in quanto in alcuni punti si erano depositati materiali e depositi organici lasciati dal fiume, non in grado di sostenere edifici di otto piani. Ed è proprio su questi terreni che sono sorti gli edifici di via Severo 105 e di via Villa di Lunina 26. L’esito dell’edificazione selvaggia, che non ha tenuto conto della sostenibilità di lunga durata, la conosciamo purtroppo bene tutti: le fondamenta dei palazzi pendenti hanno cominciato a cedere e negli ultimi 10 anni la gravità della situazione si è manifestata in maniera irreparabile. Così nel novembre 2001, 48 famiglie sono state costrette a sgomberare gli edifici A e B di via Alessandro Severo105, e nel 2004 la stessa sorte è toccata a 54 famiglie residenti negli stabili A e B in via Villa di Lucina 26. E’ stato dichiarato lo stato d’emergenza, il Comune ha ottenuto pieni poteri per la gestione dell’area, gli edifici sono stati smontati pezzo per pezzo e parte dei loro inquilini sono stati trasferiti a Santa Palomba vicino Pomezia, parte in residence, parte ha provveduto a modo proprio.

E poi cos’altro è successo? E’ stato elaborato dalla Giunta capitolina, di concerto con gli abitanti del quartiere, il progetto di riqualificazione Giustiniano Imperatore, piano che prevede oltre alla ricostruzione di nuovi edifici più stabili e sicuri per gli abitanti dei palazzi demoliti, una vera e propria riqualificazione di tutta la zona. “Il progetto rappresenta una grande opportunità per tutti” afferma Alberto Attanasio “poichè l’intero quartiere potrebbe andare incontro ad un lento ed inesorabile degrado”. Il programma prevede infatti  una sorta di restyling dell’area compresa tra via Villa di Lucina, via Giustiniano Imperatore, via Costantino, via Severo e via Galba. Più aree verdi, più servizi, più parcheggi, una distribuzione più razionale degli spazi, una nuova piscina, nuovi centri sportivi e di aggregazione per i cittadini e finalmente una casa agli ex inquilini dei palazzi “smontati” nei nuovi palazzi in costruzione. Per quanto riguarda questi ultimi, la gara d’appalto è stata vinta dal progetto dello studio di architetti ABDR: sorgeranno entro dicembre 2008 nel cuore tra via Costantino e via Giustiniano Imperatore due edifici, uno a “farfalla” ed uno a “pettine”, progettati tenendo conto di tutte le caratteristiche del terreno e seguendo criteri di risparmio energetico.

sempre Attanasio ci rassicura sul successo del progetto, i cui costi saranno sostenuti in buona parte dal Comune, ma vi prenderanno parte anche i privati: alcune delle superfici che sono in costruzione verranno infatti messe sul mercato. Gli abitanti delle case sgomberate invece potranno acquistare le loro nuove dimore a prezzi molto vantaggiosi, circa 950 euro al mq. Fin qui sembra filare tutto liscio, ma in realtà in questo ultimo anno ci sono state numerose proteste da parte dei cittadini del quartiere, in particolare da parte degli abitanti degli stabili di via Villa di Lucina e di via Costantino adiacenti al cantiere. Sono stati affissi cartelli polemici fuori dai balconi, sono stati rifiutati i monitoraggi predisposti da Comune e tramite passaparola è iniziata una sorta di mobilitazione di vicinato. Le preoccupazioni maggiori ed i reclami fondamentali presentate al Comune riguardano la richiesta di garanzie – pecuniarie – per le proprie abitazioni, noncheé di tutele per il mantenimento di un certo standard nella qualità della vita che si vede minacciato nell’intero progetto di riqaulificazione Giustiniano Imperatore.

Secondo Pezzotti la situazione è precipitata nel momento in cui la Giunta capitolina ha deciso di estromettere totalmente il Municipio dal processo decisionale, facendo venir meno il tramite naturale ed il principale interlocutore degli abitanti della zona. Niente più chiarezza, niente più dialogo, ma un crescente panico e timore dilagante che hanno fatto crescere la paura infondata che potessero essere demoliti al più presto altri palazzi in nome di logiche speculative. Le parole dell’ex Presidente della Commissione Urbanistica: “Il Comune ha sbagliato non coinvolgendo il Municipio, ha fatto si che si spezzasse il rapporto di fiducia con i cittadini e che questi ultimi si sentissero vittime di una speculazione edilizia imposta dalle istituzioni. Fortunatamente, continua, nell’ultimo incontro del 21 marzo sembra che si siano gettate le basi per una ripresa del dialogo a tre Comune-Municipio-abitanti del quartiere. Le prospettive future, una volta ultimata nel dicembre 2008 la prima fase, il cosidetto comparto A, del progetto non sono per adesso facilmente individuabili: potrebbero aprirsi nuove fasi  e quindi nuovi cantieri, nel caso in cui almeno il 75% degli abitanti di ciascun condominio della zona decidesse di aderire”. Nell’eventualità quindi si procederebbe alla demolizione e ricostruzione di nuovi edifici su superfici come quelle appena sgomberate o come quella su cui è presente la piscian comunale (che verrà spostata a breve sotto i nuovi palazzi in costruzione). Ma quali sono i rischi per gli abitanti delle palazzine limitrofe e che potrebbero, se volessero, aderire in futuro al programma? Per ora nessuno, in quanto dai rilievi tecnici che sono stati effettuati, nessun altro stabile risulta pericolante, e non si vedono per il momento i presupposti per nessun tipo di intervento di emergenza.

Vittoria Pomponio

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