ott 23 2004

La Repubblica, Coca Cola al bando in Municipio

Pubblicato in News

Coca Cola al bando in Municipio.

Il colosso Usa: Divieto ideologico
Coca-Cola e cocaina. Una brutta storia di paramilitari colombiani che uccidono sindacalisti. Un intrigo che ha protagonisti mercenari che schiacciano i lavoratori e che sono legati, secondo Amnesty International, al colosso americano simbolo di globalizzazione e capitalismo imperialista. Per combattere i diritti umani negati l’ XI municipio dichiara guerra alla bevanda con le bollicine. Bandisce dai distributori degli uffici pubblici e delle scuole la bibita più famosa del mondo. Ma la multinazionale protesta e respinge le accuse con fermezza. La Coca Cola & Company va su tutte le furie. E giura che lei in Colombia, Paese bello e maledetto martoriato dalla guerra civile, «ha sempre condannato ogni atto di violenza». La guerra delle bollicine s’ infiamma. Il boicottaggio proclamato dal presidente di Rifondazione del municipio crea un piccolo caso internazionale. «Con quest’ iniziativa – conferma il no-global Massimiliano Smeriglio – aderiamo alla campagna promossa dai lavoratori colombiani che, attraverso i sindacati, lamentano vessazioni da parte delle società imbottigliatrici che lavorano per conto della multinazionale». Roma fa scuola, e sarà imitata anche da altri municipi di Bologna, Genova, Venezia, Napoli e Cosenza». Una bomba ad orologeria per la Coca-Cola. Timorosa che l’ effervescenza della protesta faccia crollare i pingui profitti. «Siamo molto sorpresi che un’ istituzione – replica la multinazionale – prenda la decisione di bloccare la commercializzazione delle bevande sulla base di motivazioni puramente ideologiche. Azioni di questo genere danneggiano anche i 3.000 lavoratori italiani. Queste accuse sono totalmente false». E a testimonianza della propria innocenza, la società spiega che «i diritti sindacali sono tutelati». E che se in Colombia, dove i rapimenti sono un business, «qualche dipendente si sente in pericolo, l’ azienda provvede al suo trasporto». Giustificazioni che non convincono il municipio, che va avanti nel boicottaggio. «Sono d’ accordo con Smeriglio – solidarizza l’ assessore di Rc Luigi Nieri – D’ altra parte il Comune aveva già bandito alcune sponsorizzazioni della Nike e della Nestlè». E sostegno arriva anche dal parlamento. «La Coca-Cola è accusata – dice Ramon Mantovani, Rifondazione – di essere mandante dell’ assassinio di sindacalisti nei suoi stabilimenti in Colombia». Della stessa opinione Pietro Folena: «Aderisco pienamente, è un modo per far riflettere i cittadini. Voglio anche ricordare che Coca-Cola porta avanti in alcuni Paesi un processo di privatizzazione dell’ acqua, che è un bene di tutti». Poi, al deputato ds quella bevanda non piace. «Troppe bollicine», spiega. Uguale repulsa che provoca in Gabriella Pistone, «anche se mia figlia la gradisce». Quella dell’ XI municipio «è una posizione legittima – sostiene l’ esponente del Pdci – è un’ iniziativa utile». Dunque, niente Coca-Cola. E largo ai succhi biologici, «di cui sia verificabile la provenienza», rilancia Smeriglio. «Ora – polemizza però Giuseppe Pezzotti di An – in attesa dell’ invenzione di una cola ecologica spero di non dover assistere alla vendita di “Mecca cola”». Ma gli impiegati del municipio non si sono fatti trovare impreparati: «Ci levano le bollicine? E noi berremo il guaranà».
ALBERTO MATTONE, La Repubblica, 23 ottobre 2004, pag.7 cronaca di Roma

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